Chartìa – Il gioco delle parole grike
Alcune parole le abbiamo sentite tante volte, altre rischiamo di non sentirle più. Chartìa nasce per rimetterle in circolo, trasformando la lingua grika in un gioco fatto di immagini, gesti, suoni e incontri.
Un gioco di carte ideato da Afeja per avvicinare nuove generazioni e famiglie alla lingua grika attraverso un’esperienza semplice e partecipativa. Si gioca insieme, si osservano le immagini, si cercano significati, si ascoltano parole e pronunce: un modo diverso per incontrare il griko, riscoprirlo e farlo tornare parte del presente.
Promosso da
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Afeja APS
Rivolto a
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Bambine, bambini, giovani e famiglie
Work
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Ideazione, ricerca, progettazione, organizzazione, comunicazione e realizzazione
Con il contributo di
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Realizzato con il contributo della Regione Puglia ai sensi della L.R. 22 marzo 2012, n. 5 – Norme per la promozione e la tutela delle lingue minoritarie in Puglia.
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Aprile 2026
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Maggio 2026
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Maggio 2026
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Ottobre 2026
IL PROGETTO
Le parole tornano in gioco
Chartìa nasce dal desiderio di rimettere in circolo le parole grike, portandole fuori dalla memoria e dentro nuove occasioni di incontro, gioco e condivisione. Un progetto ideato da Afeja che parte dalla lingua per parlare di territorio, identità e futuro e che trasforma un patrimonio da custodire in qualcosa da usare, ascoltare e vivere insieme.
Attraverso un gioco di carte fatto di parole, immagini, gesti e suoni, Chartìa avvicina bambine, bambini e famiglie al griko senza partire dalle regole di una lezione, ma dalla curiosità. Durante il gioco, parole e immagini si incontrano attraverso la gestualità e la cooperazione: si osserva, si interpreta, si cerca un significato e, alla fine, quella stessa parola viene pronunciata e ascoltata. I QR code presenti sulle carte permetteranno inoltre di accedere a uno spazio digitale dedicato, dove ascoltare la pronuncia autentica, conoscere la traduzione e scoprire la parola all’interno di una frase.
Ma prima di diventare un gioco, Chartìa è soprattutto un processo di ricerca e costruzione condivisa. Per farlo stiamo mettendo insieme competenze e sguardi diversi, avvalendoci della collaborazione di esperti della lingua grika che ci accompagnano nella selezione delle parole, nella verifica dei significati, nella costruzione delle frasi e nella restituzione della pronuncia autentica. A questo lavoro si intrecciano illustrazione, progettazione grafica, registrazione delle voci e sviluppo dei contenuti digitali: passaggi diversi che, poco alla volta, trasformano ogni parola in una carta e ogni carta in una nuova occasione per incontrare la lingua.
Chartìa è ancora un progetto in costruzione, e vogliamo che anche il modo in cui prende forma racconti qualcosa del suo obiettivo: creare connessioni tra competenze, generazioni e comunità per permettere alle parole grike di continuare a essere pronunciate, ascoltate e condivise.
Un’idea nata qui, nel cuore della Grecìa Salentina, che ha trovato anche il sostegno della Regione Puglia: Chartìa è infatti realizzato con il contributo regionale ai sensi della L.R. 22 marzo 2012, n. 5 – Norme per la promozione e la tutela delle lingue minoritarie in Puglia. Un sostegno che ci permette di trasformare un’intuizione in un progetto concreto e di continuare a sperimentare nuovi modi per proteggere una lingua non mettendola da parte, ma rimettendola in gioco.
